CENNI STORICI

Il Convitto Nazionale "P. Galluppi" di Catanzaro risulta essere un istituto educativo di eccellenza in cui vengono perseguiti e, normalmente, raggiunti obiettivi educativi ottimali suggeriti dalla pedagogia moderna ed in cui vengono, altresì, elaborate e fornite risposte alle rinnovate esigenze relative alla particolare organizzazione della società attuale.
Esso, pertanto, interprete dei bisogni del contesto territoriale, muove il suo raggio d'azione su due fronti: quello della funzionalità educativo-didattica e quello della rispondenza alle esigenze emergenti dalla recente interpretazione della famiglia e dell'organizzazione sociale.

Realizzando ciò, il Convitto, che vanta natali antichi e prestigiosi, ha saputo mantenere nel tempo, adeguandone strumenti ed obiettivi, il nobile marchio impressogli dalle organizzazioni e dalla società da cui trae origine. L’istituzione deve essere vista come struttura aperta in grado di offrire una formazione ed una educazione flessibile atta a recepire istanze di respiro europeo e oltre, senza dimenticare o tralasciare la realtà socio economica del territorio in cui opera.
E’ il luogo privilegiato per l'orientamento dei giovani e delle loro famiglie e per diventare vero e proprio centro di cultura ed educazione permanenti attivando processi innovativi sperimentali.

In esso anche la programmazione didattico-educativa ha un carattere speciale perché il processo formativo è unitario nel corso di tutto il periodo scolastico e per tutta la durata del giorno; inoltre il personale docente ed educativo, lavorando in sinergia, contribuisce ad offrire ai giovani il maggior numero di opportunità e possibilità.

Il Convitto Nazionale "Galluppi" trae origine dall'antico Collegio dei PP. Gesuiti. Numerosi alunni dell’Ateneo furono affiliati alla setta de “La Giovane Italia” che succedette alla “Carboneria”. L’ideale nobilissimo di un’Italia libera dai tiranni stranieri fu propagandata tra le aule dell’Istituto da Luigi Settembrini, inviato dal Governo di Napoli, per insegnarvi lettere italiane. Egli fu professore dai primi di ottobre 1835 all’8 maggio 1839, giorno in cui, denunziato da un prete, suo falso amico, fu tratto in carcere. Il Settembrini narra le vicende dell’arresto e del processo nelle sue “Ricordanze”, dove pur scrive un gran bene di Catanzaro, dei catanzaresi e dei suoi scolari.

Questo stato di cose durò fino all’anno 1849, quando con Regio Decreto del 18 ottobre, il Convitto fu diviso dalle Scuole Facoltative universitarie e la sua amministrazione, la disciplina e l’istruzione delle belle lettere, della filosofia, delle scienze matematiche e fisiche, furono affidate ai Padri Scolopi i quali appartenevano alla Congregazione delle Scuole Pie fondate da San Giuseppe Calasanzio nel 1617 per l’educazione dei fanciulli poveri.

Questo fu il periodo più bello dell'Istituto, in quanto i padri seppero non solo istruire, ma anche risvegliare nei giovani, sensi nobilissimi di Patria e di Libertà. L amor proprio degli studenti era lusingato dai Padri con saggi di filosofia, di lettere e di poesia che, presenti autorità e famiglie, si tenevano nel Convitto, ogni anno, in occasione di feste solenni civili o ecclesiastiche. Caduto nel 1860 il governo dei Borboni, il passaggio di consegna fra i Padri Scolopi ed il Delegato per l’Istruzione nelle Calabrie, Liborio Menichini, avvenne il 13 ottobre 1861. Il Regio Governo Nazionale, promulgando la legge Casati (1859), riordinava gli Istituti di Istruzione Secondaria con D. L. 10/02/1861, N° 69, compreso il Liceo Convitto di Catanzaro.

Questo Istituto fu sempre prodigo di uomini illustri che irradiarono tanta luce di pensiero e di dottrina in tutt’Italia: Luigi Settembrini, Andrea Cefaly, Ignazio Larussa, Giuseppe Rossi, Francesco Fiorentino, Francesco Acri, Giovanni Le Pera, Pasquale Serravalle, Luigi Grimaldi, Giovanni Patari, Umberto Bosco, Franco Berardelli, Corrado Alvaro, Filippo De Nobili, Giovanni Mastroianni, Augusto Placanica e Gianni Amelio. Un’élite di dotti giuristi che, in tutti i tempi, rese famoso il Foro Calabrese, uscì tutta da questo Collegio. In tempi più vicini a noi ricordiamo: Bernardino Grimaldi, Felice Tocco, Bruno Chimirri, Antonio Jannoni, Ettore Capialbi, Mario Casalinuovo.

Fu poi trasformato in Real Liceo Ginnasio e Convitto Nazionale, sotto la medesima autorità del Preside o Direttore. L’Istituto fu intitolato al filosofo calabrese "Pasquale Galluppi". In tempi ancora più recenti una schiera numerosissima di uomini illustri che coprono le più elevate cariche istituzionali: ben cinque ministri, due di essi, Antonino Anile ed Enrico Molè, diventarono addirittura Ministri della Pubblica Istruzione. Nel 1975 il Liceo classico annesso fu trasferito dal Convitto Nazionale in un’altra sede in Catanzaro per l’insufficienza di aule e per il sempre crescente numero di alunni frequentanti.

La struttura del Convitto Nazionale, che sorge in centro storico, all’esterno è imponente, solenne e monumentale; all’interno è ricercato e raffinato nelle sue antiche arcate e nei suoi marmi e lapidi pregiati posti alle pareti per ricordare giovani studenti, valorosi soldati, grandi educatori, uomini illustri, re e regine, questi ultimi ospiti in occasioni di grandi avvenimenti. Il Convitto, per i suoi trascorsi, racchiude un mondo di valori, di cultura, di tradizioni da difendere e da tramandare.

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Convitto Nazionale "P.Galluppi"

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